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Vamos a Santiago

Giovedì 29 settembre. Tappa: Gonzar – Ponte Campana. km 22

Giovedì 29 settembre. Tappa: Gonzar – Ponte Campana. km 22

Partenza a razzo alle 6:15, sotto la pioggia battente: poncho, felpa… Fa freddino.

Siamo in tre: Mario, Marco e Marco (io).

Non sempre la velocità paga ed infatti sbagliamo il secondo incrocio e ci dirigiamo verso una collinetta. Strada asfaltata. Mi accorgo dell’errore e lo dico, ma vedo nella cartina con GPS che possiamo facilmente rimediare più avanti… Però più ..avanti .. ci sembra troppo.. avanti. Correzione di errore: si ritorna sui propri passi.

A ‘sto punto del Cammino posso anche dire che non siamo in tanti a permetterci, di quando in quando, di allungare la tappa di qualche chilometro.

Molti stamattina hanno scelto trasferimenti in taxi. Viavai di taxi nei tratti in cui il Cammino si accosta alla strada e si può osservare il traffico. Molte furgonetas porta-zaini e valige… una cosa poco seria. Amen. Ognuno ha  il cammino che si merita. 

Dopo il mojón dei 100 km obbligo di due timbri. Collezioni di timbri di bar… chiese chiuse. Per fortuna sello nella chiesa di San Tirso, retta dai Comboniani. Timbro, candela e preghiera… un timbro un po’ più serio.

Avevo fatto il sello anche Ventas de Naron dove ho bevuto il tè di rito assieme a la tostada mantequilla y Marmolada. Timbro verde… di bar.

E cammina e cammina alla fine si arriva nel centro più grande sul percorso di oggi: Palas de Rei: pulperias, albergues, pensioni, hostales, bar, negozi di souvenir. Tutto legato al Cammino per Santiago. Tutto chiuso o non aprono la cucina fino alle ore 14.

Il programma di un bar ristorante ci indica un altro bar dove mangiare: rispetto per la concorrenza o bar gemellato? Nel bar indicato, un ottima hamburguesa (hamburger) completa (con insalata, pomodoro, hamburger + maionese). Ottimo spuntino con radere da bere.

Uscita da Palas de Rei variata da quella di 5 anni fa… altro sentiero, altro clima… autunno caldo autunno piovoso. Ricordo il senso di godimento z camminare nel sole caldo con il ticchettio e i tonfi sordi di ghiande e castagno che cadevano dagli alberi.

Oggi nell’ultima porzione di tappa, tanto fango… scarpe? No comment.

Arrivo a Casa Domingo di Ponte Campaña alle ore 12.50. Siamo a 63 km da Santiago. Doccia, lavadora, secadora, riposo. Stasera menù del peregrino.

Domani Arzúa.

Ciao

Ah… sì. Due ore e mezza di buona pioggia ☔️

Problema con le foto.Non si caricano. Provo più tardi.

Mercoledì 28 settembre. Tappa: Barbadelo – Portomarin. km 30,4

28 settembrePassato una buona notte al municipal di Barbadelo: eravamo soltanto in 7.

Questa mattina mi sono alzato alle 5.30. Partenza prevista con il gruppo lombardo-piemontese alle ore 6:00.

Ho fatto un po’ di rumore a togliere il lenzuolo usa e getta: era la prima volta che trovavo perfettamente combinati materasso e lenzuolo sotto. Il lenzuolo rimaneva teso ch’era un piacere. Diversa la scena mattutina: alza il materasso ad ogni angolo con il risultato di tonfi sordi. Tutti dormivano a parte la francese che aveva fatto squillare la sveglia alle 5:15, girandosi poi sull’altro lato per continuare a dormire. Tutto pronto. Alle 6:00 ero pronto con il poncho indosso. Alle 6:10 sono partito solo nella pioggerellina fastidiosa. Bordi di strade asfaltate, entrate ed uscite da paesini addormentati, segnalati dai soli due o tre lampioni pubblici… centinaia di metri per niente. Finalmente  Brea, un km prima del fatidico cippo dei 100, un bar aperto. Ero appena stato raggiunto da Maurizio ed assieme abbiamo fatto colazione: cappuccino e torta, lui; tè r torta io. Deliziosa torta forbice allo yogurt …probabilmente… con dei pezzetti di mela. L’oste la segnalava come torta tradizionale gallega. Intanto sono arrivati anche gli altri che abbiamo Spettato. Quindi vi per i saliscendi di questa tappa. Eh… foto al mojón n. 100.

Fermata di dovere  mezzogiorno a Portomarin. Aperto un unico bar in centro… bocadillo prosciutto crudo e pomodori. Chiesa templare di San Nicolas chiusa. Servizi per i pellegrini: zero. Ah… prezzi pepati. 

Si fiorente il viaggio, completamente cambiato rispetto  quello che ricordavo del 2017: niente più passerella traballante sul lago, ma ponte; sentieri allargati e riempiti di stabilizzato, niente più cammino sulla strada asfaltata. Son riusciti ad aumentare il chilometraggio con tanti passaggi alternativi tra boschetti e prati completamente tè bruciati dalla siccità. Lo xtesso invaso di Portomarin era  ompletamente svuotato e si vedevano bene i resti del paese sommerso  negli anni 60. Bello il ponte del 1300 ancora intatto.

Alla fine siam giunti… ornati di trofei… hihi alle ore 14.30. Il verdetto chilometrico del Garmin di Marco, lombardo, dà un 30,4 km che non è falso sicuramente, visti i vari giri.

Stanco ma bene. Doccia e riposino a Casa García a Gonzàr. Fresco. E domani danno per sicura la pioggia che per oggi ci ha solo disturbato in tre momenti.

Ciao a tutti. Ora sono a 83 km da Santiago. Ultreia… e suseia anche.

Ai meno 100
Portomarin. Lago prosciugato
Portomarin
Chiesa templare. Chiusa
Gonzar. Dormitorio a Casa García

Martedì 27 settembre. Tmappa: Triacastela– Barbadelo. km 24

Partenza alle 4:50. Questa volta bisogna usare il poncho impermeabile perché sta piovendo. Non a dirotto  ma una pioggerellina costante  fitta e martellante. Oltretutto c’è anche un po’ di nebbia e la visibilità è scarsissima, tanto che oltre alla frontale accendo anche la torcia… la chiamano così… del cellulare per vedere un po’ meglio. Finché c’è asfalto non ci sono problemi, ma sullo sterrato bisogna vedere bene per non fare capitomboli pericolosi.

Per il resto… nessuna difficoltà.

Ho preso una strada parallela a quella segnalata verso San Xil, ma non mi sono agitato perché venivano segnalati parecchi incroci tra le due vie.

Pensate bene… Non c’è niente da fotografare: tra buio, nebbia e pioggia, riesco a fare una foto alla bella chiesetta di San Cristovo a  Ma niente più.  

Ho attraversato paesini… tutto chiuso, tutto in attesa di prendere finalmente  vita.

Sono arrivato a fare colazione a Sarria… Anzi… più che colazione, quasi un pranzo perché mi sono mangiato un bocadillo e ho bevuto una coca-cola. Qualche foto nella parte alta di Sarria e poi via di nuovo di corsa verso Barbadelo.

Alle 11:10 sono davanti all’albergue municipale

Tre pellegrini che conosco mi son venuti incontro per dirmi che non c’erano più posti in zona e loro avevano occupato gli ultimi tre posti procurati in loco da Casa Barbadelo, ma questo vale per gli albergues privati, mentre con il gruppetto degli italiani avevamo scelto di venire all’albergue della giunta di Galizia.

Qui sono il primo in assoluto e aspetto che arrivino gli altri che ieri avevano scelto di procedere verso Samos. Vediamo quando arrivano. Dicevano che sarebbero partiti molto presto; avevano sicuramente quattro chilometri in più di me da fare… Arriveranno.  Avranno preso la pioggia anche loro? Ve lo saprò dire dopo.

Intanto per la statistica è piovuto per tre ore e un quarto, ma non mi sono bagnato per niente. Soltanto la felpa tecnica, che traspira e porta l’umidità all’esterno, aveva una patina bagnata, causata dal sudore, all’esterno, ma non ho patito né freddo né altro.

Alcuni pellegrini a Triacastela hanno scelto di prendere la corriera alle ore 7:00 e li ho già visti qua in zona… ‘Ste comodità facili facili fanno parte del Cammino, ma non sarebbero da pellegrini seri. Io vado avanti per la mia strada e che gli altri facciano un po’ come credono. 

Si nota un aumento notevole di pellegrini che vanno alla caccia del sello (timbro). C’è da ricordare che negli ultimi 100 km vengono richiesti due timbri in diverse località. Io mi sentirò costretto a farlo perché non mi va di riempire la credenziale con timbri di bar o di negozi vari. Comunque è vero che le chiese sono quasi sempre chiuse e poche volte c’è la possibilità di mettersi un timbro nella credenziale. 

Spero di non dover vedere le scene di comitive che scendono dal bus per andare al bar a farsi timbrare la credenziale… cose già viste!

Nel pomeriggio, siccome siamo in mezzo al niente, arò un giretto in paese a Barbadelo e mi farò una dormita per recuperare ore di sonno non dormite nei giorni scorsi.

Gli altri italiani sono in un albergue privato qua vicino. Per maggior sicurezza hanno voluto prenotarsi.

Domani di va a Gonzar.

Ciao

San Estevo de Calvor
Sarria: 112 km
Sarria
Sarria

Sarria
Casa Barbadelo
L’albergue municipale di Barbadelo

Lunedì 26 settembre. Tappa: O Cebreiro – Triacastela. km 21,2

Partenza tardiva… ore 6:10… perché avevo previsto di far tappa a Triacastela: poco più di 20 km. Grande freddo nella mattinata, sia per la temperatura che si aggirava sull’uno – due gradi a O Cebreiro, sia per il vento umido e gelido che saliva dal basso. Muoversi però fa bene. Perfettamente bardato in tenuta antifreddo (cipolla), ho camminato tranquillamente senza patemi vari. 

Al sorgere del sole, dove riusciva a far passare i propri raggi, si sentiva un leggero tepore.

Niente di particolarmente da segnalare… un paio di chiesette popolari antiche, non inquadrabili in architetture stilistiche, il grandioso castagno secolare di Ramil, chiamato anche il castagno di Colombo perché ha più o meno l’età della scoperta dell’America. 

Assieme ad altri italiani mi sono fermato al comunale di Triacastela, ma poi qualcuno ha deciso di continuare in direzione di Samos. Io ho preferito riposare e domani percorro il cammino vero e proprio verso San Xil per sorpassare Sarria e arrivare dalle parti di Barbadelo, dove anche gli altri dellegrini nel gruppo faranno riferimento punto. 

Giretto per Triacastela:qualche foto e sello sulla credenziale.

Ragazzi, si va avanti. Ultreia!

O Cebreiro. Chiesa Santa Maria Real. Domenica sera
Santiago
Hòrreo con copertura in paglia
Ramil. Il castagno di Colombo
Triacastela



Triacastela
Triacastela. La chiesa di Santiago

Domenica 25 settembre. Tappa: Villafranca del Bierzo – O Cebreiro. km 27,8

Uscita prestissimo dall’ostello alle ore 4:40. Prima parte tutto nel buio. I primi tre paesini sul percorso avevano qualche luce accesa, ma era tutto morto. Solo a Vega de Valcarce ho trovato il primo bar aperto, ma si era già dopo le 8. Bevuto un caffè con un pezzo di torta di Santiago.

Quindi verso Herrarias dove inizia una rampa significativa con la deviazione sul sentiero per La Faba, verso Laguna e verso O Cebreiro. Sono stato bravo in salita; i bastoncini mi hanno aiutato molto; sono arrivato al cippo che segnala l’entrata in Galizia per niente  stanco. Un gruppetto di ciclisti spagnoli che stavano facendo gli spiritosi e io mi sono aggregato; mi hanno fatto anche le foto con il cippo. Poi ho ripreso per O Cebreiro e sono passato subito all’albergue municipal ed ero il terzo arrivato. Invece, quando è stata l’ora di registrarsi, mancavano gli altri due che avevano lasciato lo zaino segnaposto e sono entrato subito io. Via a fare la doccia… acqua parzialmente fredda. Qui oltretutto fa freddo e c’è il vento che fa percepire ancora di più la temperatura bassa. 

Fatto lavadora e secadora assieme ad altri due italiani. 

Vado a visitare la chiesa del miracolo eucaristico

Ho fotografato tutto il piccolo borgo con il pallozo; ho spedito anche due cartoline.

Domani mattina è prevista una temperatura di 2 gradi ma io non mollo i pantaloncini corti ma felpa e guscio bene imbottito.

Vado a messa anche stasera: posto troppo suggestivo per mancare.

Saluti a tutti e vi metto qua sotto qualche foto.

Las Herrerias
La lavatrice più famosa del mondo a Las Herrerias

La Faba
Albergue A Escuela. Laguna.
Comincia la Galizia

Santa Maria La Real a O Cebreiro. La chiesa del miracolo eucaristico

O Cebreiro. Pallozo

Il Santo Grial del miracolo. O Cebreiro
O Cebreiro
O Cebreiro
O Cebreiro. Albergue municipal
Statua ricordo di don Elias Valiña, parroco di O Cebreiro, storico del Camino, reinventore del Camino attuale e inventore della freccia gialla
Panorama
Manca ancora un po’

Sabato 24 settembre. Tappa: Ponferrada – Villafranca del Bierzo. km 24,1

Uscita dall’albergue alle 6, con il primo alito di vento già qualche gocciolina di pioggia, più avanti e le goccioline si sono trasformatoe in acquazzone. Di corsa sotto una pergola a mettere il poncho impermeabile, poi la pioggia è durata sì e no un quarto d’ora… il tempo di farmi sudare all’infinito.  

C’eravamo avventurati io, Mario e Marco, due lombardi, alla ricerca della diretta su Camponaraya, senza i giri dell’oca per i giardini periferici della città che il Cammino propone. Si sarebbero risparmiati km. 

 Problema 1: GPS bloccato, problema 2: mancanza di orientamento… 1+ 1 fa… che ci siamo persi e alla fine ci siamo accodati al flusso di pellegrini per ritornarenei ranghi. Perlomeno ci siamo risparmiati un po’ di ghirigori. 

Micol e Alexia, due giovani piemontesi, hanno invece beccato la direttissima senza problemi con risparmio di tempo e km. 

Colazione a Fuentes Nuevas. Dopo 5 minuti dal nostro arrivo la padrona del bar ha comunicato che avevano finito tutto. Restavano bevande e caffè. Significa che siamo veramente in tanti.

A Camponaraya fotografo il cartello dei 200 km a Santiago. A Cacabelos, dove volevo rivedere Gesù bambino che gioca a carte con S. Antonio da Padova, tutto chiuso. Amen. 

Non resta che puntare su Villafranca del Bierzo. Io continuo imperterrito, senza seguire le segnalazioni, sul lato sinistro della strada. 

Arrivo a Villafranca pochi minuti dopo mezzogiorno. Sbuco in città all’altezza del castello. Ritorno qualche passo indietro sul tracciato vero del Cammino e fotografo la chiesa dedicata a Santiago e la Puerta del Perdon. La chiesa è aperta e dopo una preghiera mi faccio timbrare la credencial. Calo in piazza e mi mangio uno splendido bocadillo… jamon serrano (prosciutto crudo di montagna) e pomodori con tanto olio d’oliva EV. Una goduria. Con coca-cola.

Albergue prenotato (Hospedaria San Nicolas), letti singoli, camerate da 10; buona logistica. Pomeriggio di riposo, spesa dopo le 17.00 con scorta anche di crema per i piedi e voltare. Tutto costa meno che in Italia. Preparativi per domani. S. Messa prefestiva alle 19.30 e poi nanna. Mangiato qualcosa alle 17.30. 

Saluti  tutti. Ultreia et suseia. Vamos a Santiago.

Domani O Cebreiro. Speron ben.

Camponaraya
Meno 200
Cacabelos
La Iglesia de la
Virgen de las Angustias. Chiusa
Cacabelos.
Calano, eh!
Villafranca del Bierzo. Il castello
Villafranca del Bierzo. La chiesa di Santiago
Villafranca del Bierzo. La Puerta del Perdon
San Nicolas. Sono alloggiato qui… sul retro
Colegiata de Santa Maria

Venerdì 23 settembre. Tappa: Foncebadon – Ponferrada. km 27,5

Il giorno è importante perché già dopo 2 km dalla partenza c’è la Croce di Ferro, dove la tradizione vuole che il pellegrino depositi un sasso che per lui ha un significato particolare. Il sasso farebbe pendere la bilancia del Giudizio universale dalla parte del bene nell’ultimo giorno. 

La pietra che ho portato con me la ho scelta nel sentiero accanto a casa.  Sicuramente è sempre rimasta al suo posto da anni e anni. L’hanno calpestata i nonni dagli zii, da tutti noi. Come intenzione ho pregato che abbia valore per tutti coloro che sono passati sopra quel sasso, giocando, cantando, lavorando, pensando, soffrendo, eccetera.  Alla Cruz de Hierro sono  passato appena dopo le 6:00 del mattino e non si vedeva un accidente; ho fatto delle foto con il flash ma dubito che possano avere avuto risultaamminareti decenti.

Ad ogni modo, finito il rito, mi sono velocemente indirizzato verso il punto più alto del cammino francese. A dire il vero per me che ho cominciato dal Somport il punto più alto resta quello del passo, ad oltre 1600 m di quota.

A questo punto, nonostante la frontale, non ho visto una buca ed ho preso una storta al piede che ha cominciato a dolermi specialmente quando sposto l’intero peso del corpo sul piede sinistro. Ho fatto un po’ di penitenza nella discesa prima verso el Acebo e poi per il resto del cammino fino a Molinaseca dove mi ero fermato per una coca-cola. Poi via verso Ponferrada dove arrivo poco prima delle 14.00  Ero partito questa mattina alle 5:30. Chilometri abbastanza come del resto anche il dolorino, ma ci posso camminare sopra e non ho problemi.

Ahi ahi ahiahi… canta i doliores…

Dai gente che domani si scende sotto i 200 km a Santiago.

Il sasso
Il palo della Cruz de Hierro
El Acebo
Molinaseca

Ponferrada
Ponferrada
Castello templare a Ponferrada

Giovedì 22 settembre. Tappa: Astorga – Foncebadon. km 25

Notte praticamente quasi insonne causa roncadores… almeno 4… sempre in costante attività. Per di più avevo il letto a basso, proprio davanti alla porta per uscire e per andare al bagno con conseguente grande movimento; in più avevo la presa per caricare il cellulare esattamente vicino alla testa e di notte qualcuno veniva a controllare la carica. Non picevole sentirsi alitare in faccia una zaffata d’aglio. 

Fatto sta che alle 4:30 ci sono stati i primi movimenti e anche io mi sono messo in attività, con calma. Alle 5:10 sono partito; il termometro della farmacia incontrata dava 11 gradi, ma si percepiva freddo, freddo che verso i paesini del Paramo, prima di Rabana aumentava accompagnato da venticello da nord. 

Non ho mai avuto nessuna difficoltà, se non un errore di percorso: mi sono incanalato in una strada parallela al Cammino e anche il GPS mi dava ragione. Una volta incontrata l’autostrada ho fatto dietrofront. Pensi di non aver fatto di più di mezzo km aggiuntivo.

Colazione a Santa Catalina de Somoza; bocadillo a Rabanal del Camino ed infine scalata finale a Foncebadon.

È la terza volta che percorro questa tappa e la trovo più organizzata turisticamente, ma sempre meno interessante. Sia Rabanal che Foncebadon sono diventati centri turistici con parecchi ostelli, ecc. Nel 2007 per es. Foncebadon era un nucleo con 3 o 4 case conservate e non in rovina ed un unico ostello/albergo ristorante. Tempi eroici.

Sono all’albergue parroquial a domativo. 18 posti.Già completo mezz’ora dopo l’apertura.

Qua si va avanti. Domani la Cruz de Hierro e probabilmente Ponferrada.

Stasera forse pizza a “L’isola che non c’è”

Ciao a tutti.

Per Filippo e Tommaso… qua il regno dei.minerali: ardesia e tanti sassolini bianchi luccicanti. Robe da studiosi di .inarologia. Fate i bravi!

Verso Astorga
Santa Catalina
Calano i km
vanti al bar del cow boy a El Ganso
Verso Rabanal
Rabanal
Foncebadon

Mercoledì 21 settembre. Tappa: San Martin del Camino- Astorga. km 24,2

Partenza ore 5:15. Grande traffico sulla strada statale a due semplici corsie. Anche tutta la notte passaggio di camion con rumore di sottofondo pure all’interno dell’albergue. L’autostrada, molto vicina, è a pagamento per cui tutti si riversano su questa bella strada diritta: un continuo rettilineo.

Durante tutto il percorso della mia camminata fino al Puente de Órbigo ho avuto la compagnia del rumore… quindi si sappia chiaramente che, se si fa la variante Nord del Cammino, via San Martin, si avrà questo inconveniente.

Nel buio cammino veloce senza disturbi; frontale accesa per evitare buche e pozze d’acqua. Passato il ponte, mi sono fermato a fare colazione a Hospital de Òrbigo. Il dopo colazione è stato subito movimentato perché ho scelto la variante di destra con due paesini e la Casa de los dioses … I due paesini non erano tanti movimentati perché la vita da questa parte comincia un po’ più tardi. Simpatico un anziano che nel suo garage aveva predisposto un piccolo museo del Cammino con offerta di banane e altra frutta e altre cose… biscotti, eccetera. 

Il nonnetto mi ha apposto il suo sello; conosceva benissimo Matteo Scalise e i suoi fidi timbri in ceralacca. Mi ha regalato una banana e due biscotti. Da annotare che metteva a disposizione anche il suo bagno per i pellegrini che avessero avuto bisogno… un personaggio.

Ondulazioni anche piacevolissime tra querceti folti. Dopo uno scollinamento siamo giunti alla Casa de los Dioses predisposta da David per il godimento dei pellegrini. Mi sono fermato un attimo; ho fatto qualche foto e poi ho continuato.

Compare in lontananza Astorga al Cruzeiro de Santo Turibio De Santo e qui c’è il solito chitarrista  famosissimo, che canta: ” Il pellegrino italiano che va a Santiago”. Gli ho fatto un’offerta e ho chiacchierato un poco con lui. 

Foto di rito per il pellegrino bevitore e quindi in direzione di Astorga. 

Anche l’altra volta nel precedente Cammino ricordo la sensazione di fatica nell’ultimo tratto da dietro la fabbrica dismessa fino ad arrivare in città.

Ben piazzato all’ostello. E come al solito doccia, breve riposino. 

Alle 2.00 sono andato a far foto e ho mangiato e ancora riposino. 

Hospitalero calabrese gentilissimo… non parla, ma grida… simpatico. 

Sono andato a recuperarmi una confezione di  Coumadin in farmacia perché forse ho perso un blister o ho fatto male i conti a casa. Comperato anche rasoi da barba, persi assieme a sapone, spugnetta e deodorante.

In seguito  per inciso, vi farò la lista di quello che ho perso per strada.

Domani prevedo di andare fino a Foncebadon… quindi scalata fin quasi sotto la croce di ferro. Vediamo bene… ma se sono stanco mi fermo prima. Vedrò anche di prenotare domani in mattinata  in base… alle forze. 

Forse ho risolto il problema delle foto: lo smartphone qualche volta cambia il formato e WordPress non lo accetta più. Funziona soltanto JPEG e il caricamento non viene rifiutato. Appunto per questo, per questa sera, avrete un po’ di foto in disordine perché ho perso un sacco di tempo a scovare il problema. Abbiate pazienza. Ciao a tutti. Vamos a Santiago… forse, naturalmente.

Le foto di ieri le caricherò nei prossimi giorni.

Astorga
Astorga
Il palazzo vescovile di Gaudì ad Astorga
A San Toribio
Il famoso chitarrista acrobata a San Toribio
La Casa de los Dioses
Assetati a San Justo de la Vega
All’altezza della fabbrica dismessa
La Casa de los Dioses

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Martedì 20 settembre. Tappa: Leon – San Martin del Camino. km 25.9

Levata per tempo. Il gruppo degli italiani si mette in moto alle 4:45; io seguo l’esempio, però l’apertura del cancello principale avviene solo alle ore 5:45. Si attende davanti alla macchinetta del caffè e delle paste, facendo colazione, tutti bardati per la partenza. Quando si apre il portone, tutti si precipitano all’uscita e si comincia a cercare la freccia che ci condurrà fuori città. Il gruppo Italia cerca di evitare un po’ di circolo vizioso che ci porterebbe di nuovo in alto alla cattedrale, eccetera, per poi ridiscendere, quando praticamente il sentiero del cammino è oltre il fiume Bersnega. Anche la Virgen del Camino, il paese successivo, è inglobato nel tessuto cittadino e forma un tutt’uno con Leon.

Breve visita al santuario della Madonna del Cammino.

Solito rito di tirare il naso a S. Froilan patrono di Leon. A dire il vero il rito prevede di toccare una piccola rappresentazione della cattedrale di Leon, un teschio e quindi si è pronti per tirare il naso al patrono dei Leon.

Al bar, tè d brioche e poi alla ripresa del “viaggio”, mi separo dal gruppo di italiani, perché proseguo in direzione di San Martin del Camino, mentre loro prendono la variante campagnola del Paramo. Probabilmente domani ci rincontriamo a Astoria. C’è anche da dire che la tappa è stata completamente pianeggiante, a parte qualche cavalcavia.

Le mesetas sono finite però il Paramo non è altro che un cambiamento di nome; c’è qualche cespuglio in più e sicuramente più antropizzazione, ma siamo lì. 

Trascorro tutta la mattinata camminando a fianco della strada statale N 120, frequentatissima, con camion, eccetera. Rumore che qualche volta non è molto sopportabile. 

A confronto con cinque anni fa, sono stati fatti dei lavori per allontanare almeno di qualche metro la pista dei viandanti dalla strada. Di nteressante non c’è granché; il percorso è esposto al sole, specialmente nell’ultimo tratto prima di arrivare all’albergue Santa Ana (privato) ho sofferto un po’ il caldo. 

Il paese di San Martin si intravvedeva già dalla lunghissima distanza e sembrava non arrivare mai. Soltanto il riferimento ai tempi dell’orologio mi dava la distanza esatta, altrimenti ci sarebbe da spararsi un colpo nell’attesa che il miraggio diventi realtà.

Arrivato alle 13:05, bevo una coca-cola, mi faccio la doccia, faccio il bucato, stendo e vado a mangiarmi un piatto di paella … pollo e verdure. Riposino pomeridiano e poi tento di andare alla tienda… negozio… per procurarmi il sapone,  la spugnetta, il deodorante, persi sul Cammino, e fazzoletti di carta. Sono abbastanza soddisfatto perché tutto sembra sotto controllo… piede sinistro, ginocchio destro e anche quel po’ di gastrite che mi resta. 

Grandi nidi di cicogna sul campanile della chiesa di Valverde de la Virgen… Nostalgia delle cicogne e del loro battere il becco. Del resto, se si vogliono vedere  bisogna venire a fare il Cammino in primavera e in estate, prima della migrazione verso sud. 

Sono piazzato bene in camera … cama a bajo… brandina bassa.  I veci i li mett do bassi che no i se coperti a rampegarse su paio lett.

Ciao gente!

Vamos a Santiago. Oggi sono sotto i 300.

SONO IN DIFFICOLTÀ A CARICARE LE FOTO. VEDO SE RISOLVO

Il parador de San Marcos, gran hotel a 5 stelle
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