Vamos a Santiago

A La Coruña. Domani si rientra se un

Ho lasciato Santiago alle 10 per venire a La Coruña, dove si vola su Madrid e Venezia con AirEuropa più a buon prezzo di tante altre, soprattutto partendo da Santiago. Stress da prenotazione ma alla fine tutto si è risolto alla reception dell’hostal dove sono alloggiato. Mangiato, preso possesso della stanza, ho fatto un giretto e sono andato a vedere il favoloso faro romano del secondo secolo d.C

È rimasto ancora un faro, il più vecchio faro attivo al mondo. Era stato restaurato nel 1800. Hanno dovuto togliere i resti delle rampe esterne che servivano a portare in cima i carichi di legna per alimentare il fuoco. Lo hanno sopraelevato sul tetto della torre. Per dare sicurezza alle pareti tutte in pietra lavorata alla perfezione sono state tamponate gran parte delle grandi finestre. Ho fotografato giunzioni di pietre e le tracce delle rampe. Vi offro alcune foto.

Parte del muro di recinzione in molti tratti non originale

Camino Inglés – Undicesima tappa. (Quinta e ultima del Camino Inglés)

TAPPA — O OUTEIRO → SANTIAGO DE COMPOSTELA
Data 08/09
Percorso O Outeiro → Santiago de Compostela
Distanza 31,5 km
Dislivello + +470 m
Dislivello − −532 m
Alloggio Mondo Albergue — Santiago de Compostela

Ieri è stata una tappa lunga, ma l’ho retta bene e questa è la parte positiva. Invece cominciava a volermi la schiena in modo fastidioso. Consapevole di cosa mi poteva capitare e visto anche l’episodio di pochi giorni fa, ho fatto una riflessione. Alvaro ha detto:”Ormai sono veci”. Niente da dire; va così e mi accontento dei due obiettivi important mii: San Andrés de Teixido e Santiago. Mixía l’ho sempre tenuto come.mossion 

eventale. Mi sa che è proprio diventata impossible. Amen.

Non è neanche male, da vecio, essere riflessivo e prudente.

Sigüeiro

Torno alla tappa di ieri O Outerio (Poulo) – Santiago. Era doveroso spezzarla in due: 15 + 15 km, ma il fatto che a Sigüeiro non ci fosse ll’albergie pubblico aveva provocato la corsa alle prenotazioni e non solo quelle dei camminatori. Tutto, veramente tutto occupato: llenp, lleno, lleno. Va beh. Altrettanto soluzioni non c’erano. Sveglia ore 3.30 per sfuggire al caldo e partenza alle 4.10. Sono assieme alla mia famigliola Abruzzese: Gianfranco, guida fidatissima, Tonia, buonissima camminatrice, e Veneranda, tenacissima nonostante qualche acciacco. Tutto fila liscio, sempre con la frontale almeno fino alle 8. Il cielo era coperto ed è stata una fortuna arrivare con soli 27 gradi. Io e Veneranda ce l’avevamo con le salite: dovevano sempre essere l’ultima… e invece… 

Fermate strategiche a Sigüeiro e a qualche km da Santiago. Siamo stati nei boschi ma anche tantissimo asfalto.

Arrivo sotto il sole, leggero errore di percorso che però ai 30 km i lascia triste e deluso. 

Si sta poco a raddrizzare la situazione: scalinata finale accompagnati dalla gaita, cornamusa galiziana, si gira a sinistra: ecco la cattedrale. Mi commuovo e mi viene da piangere di gioia. Esplodo di soddisfazione e recito tra me e me una preghiera per ricordare tutti: vivi e morti.

Rito delle foto e poi si va all’ufficio dei peregrinos per la Compostela.

Devo ricompilarmi il modulo d’arrivo perché il codice QR sul telefono non è raggiungibile: la batteria finisce. Devo rifare.

Al bancone il ragazzo inglese addetto ai timbri e alla Compostela si interessa del Camino del Sol e mi abbona parzialmente la tappa da Cedeira, visto che i timbri ci sono ed ho allungatompoi per Ferrol. Sono contento, vuol dire che premiano in q io alche modo l’impegno.

Giretto veloce lungo le strade molto affollate, ostello, doccia, riposo, messa serale con predicatore chilometri o sempre pronto a rilanciare.

Poche foto da pubblicare: tanta notte!

Con la mia famigliola del Camino

Oggi messa delle 9.30, abrazo al Santo e visita alla tomba di S. Giacomo.

Primo pomeriggio stressante per prenotazione aereo, che mai riuscivo a concludere.

Poi fatto anche questo.

Ho acquistato qualche piastrella magnetica per souvenir.

Se smette di piovere, faccio nuovamente un giretto.

Domani sono a A Coruna e giovedì rientro da là.

Ciao

Ah… Nella tappa per Santiago siamo arrivati alle ore 12.40.

Camino Inglés (Quarta tappa del Camino Inglés)

TAPPA — PRESEDO → O OUTEIRO (POULO)
Data 06/09
Percorso Presedo → O Outeiro (Poulo)
Distanza 21,7 km
Dislivello + +468 m
Dislivello − −334 m
Alloggio Albergue de Peregrinos Rectoral de Poulo — O Outeiro

Tappa di transizione con parecchie salite. Per vitale il caldo partenza alle ore 4.30 con la simpa.tica compagnia di Gianfranco (grand pellegrino con più di una decina di Caminos), Veneranda e Tonia zii abbruzzesi nipote tedesca con genitori abbruzzesi. Apprezzabile la sua competenza nell’uso della lingua italiana. Siamo arrivati all’ostello alle 10.20. Per strada un bel bocadillo e un litro di acqua frizzante che si beve sempre con piacere.

Poche foto. Piani di guerra per raggiungere Santiago già domani per il tutto esaurito nelle prenotazioni a Sigueiro, tappa prevista a 15 km. Nessun Albergue pubblico, per cui grossi problemi per dormire.

E per domani… Che Dio ce la mandi buona. Ciao

Camino Inglés – Nona Tappa (terza tappa Camino Inglés)

TAPPA — MIÑO → PRESEDO
Data 05/09
Percorso Miño → Presedo
Distanza 21,5 km
Dislivello + +645 m
Dislivello − −530 m

Malaccio oggi. Temperatura non più fresca al mattino, errore di percorso all’inizio, un bel po’ di verticale mi hanno un po’ sfiancato e a 5 km dall’arrivo, mentre parlavo con un vecchietto che stava segando il suo praticello, ho sentito la testa girare e mi vede o instabile, Mi sono seduto e il signore è venuto subito a vedere cos’era capitato. Mi ha portato Acqua. In sé non sta o male, ma sicuramente avrei dovuto riposare almeno un’ora. Alla fine la soluzione studiata dai pochi abitanti delle case attorno, che nel frattempo si erano avvicinati ( totale 4) è tata di chiamare un taxi che è arrivato prestino e mi ha portato all’ Albergue di Presedo

Accettato. Mangiato, bevuto, fatto la doccia e dormito un po’. Sembra tutto a posto. Domani ritorno in azione.

Fino al mojón dei meno 5 km era tutto ok. Domani riprendo con calma.ciao

Il mojón incriminato

Camino Inglés – Ottava tappa (Seconda del Camino Inglés)

TAPPA — FENE → MIÑO
DATA 04/09
PERCORSO Fene → Miño
DISTANZA 19,5 km
DISLIVELLO + +516 m
DISLIVELLO − −517 m
ALLOGGIO Albergue de Peregrinos de la Xunta de Galicia — Miño

Mamma se tirano le salite del primo tratto di tappa: verticale da più di 400 metri, molto peggio che fare 4-5 volte Naronzh (quelli di Seren sanno). E non vale farli in macchina come fa Romano!

Fatto sta che ho sudato un bel po’ e,, se non fosse stato in discesa o leggermente in salita il tratto finale, sarei arrivato sfinito.

Niente di particolare da segnalare, se non la presenza di diversi pellegrini. Con uno spagnolo di Ibiza ci siamo incrociati diverse volte, aiutandoci a vicenda nel trovare la via giusta. Ad un certo punto c’erano 3 varianti ufficiali.

A Pontedeume mi ha letteralmente tirato per la maglia, sbucando all’improvviso, per non farmi perdere un incrocio di strade con la segnalazione un po’ nascosta. Ci siamo affiancati per chiacchierare, ma poi ho dovuto mollare: aveva un ritmo indiavolato, due volte il mio.

Attraversando Pontedeume

Questa mattina sveglie a tutte le ore: 4.30, 4.45, 5, 5,15, poi mi sono mosso anch’io alle 5.30 (senza sveglia). Pochi minuti di pulizia e mi sono messo in strada. Qualche perplessità per trovare l’inizio del gomitolo e poi… Via!

A mezzogiorno meno dieci ero davanti all’albergue. Aprivano alle 13.00.

Doccia, ecc.

Ora sono le 15.30 e siamo in 9 all’albergue: due francesi, due americani o inglesi (mi sa americani dagli scarponi aggressivi ai piedi. Sudditi di Trump).

Vado a recuperare l’asciugamano e da doccia e mangio ancora qualcosa.

Ciao.

L’albergue

Il cellulare

Vero che non vi ho raccontato granché del telefonino perso. Vi racconto due cose, magari anche ripetendomi.

Fino a ieri all’arrivo di tappa, andava tutto benone. Poi mi sono inventato di perdere il cellulare, probabilmente in treno. L’hospitalera non si è fatta vedere perché impegnata e io mi sono rivolto a Maria del bar qui sotto. Un po’ di telefonate, ma nessuno risultato. Polizia? “Compratene un altro”. Non ho perso la calma. Respiro a fondo. Preghiere ai nostri santi. Ci ho dormito sopra.

Questa mattina ho preso il trenino per andare alla stazione centrale per parlare con qualche responsabile. Ore otto, salgo sul trenino e la bigliettaria, che era in servizio anche ieri, mi ha riconosciuto subito. “Telefono?” “Lo tengo con migo”. Me lo consegna.

Besito.

Oggi sarebbe stata la tappa clou, ma piove e va bene fare anche una giornata da turista. 

Viveiro. Chiesa di San Roque

Viveiro. Porte medioevali

Scusate…. Mi ero dimenticato di mere questo articolo online. Faccio ora.

Camino Inglés – Ottava tappa (prima del camino Inglés)

TAPPA 8 — CEDEIRA → NEDA
Data03/09
Percorso
Distanza19 km
Dislivello ++ 70 m
Dislivello −−40 m
AlloggioAlbergue de Fene — Fene

Sorpresa! È una sorpresa anche per me, ma mi sono visto costretto a prendere una decisione poco simpatica. No, no! Non mollo e non perché Luca Terenziani dice che poi tutti ti mollano.

Ieri scelta risparmiosa: da 100 a 30 euro. Oggi scelta drastica : mi è sparito il bus diretto delle 6.49 per Cedeira e quelli che avrei presi poi mi avrebbero fatto partire per una tappa di 28 km tardissimo e con la spada sospesa di non avere posto da dormire. Ho scelto di soprassedere alla tappa Cedeira – Neda, cominciando la prima tappa del Camino Inglés e anche accorciata: 19 km.

Ferrol

Si cominciano a vedere pellegrini.

Alla ricerca del punto di partenza.i sono imbattuto in uno che dava l’impressione di cercare. Zaino in spalla, di sicuro era un pellegrino e italiano per di piú: eccoci Filippo da Torino.

Siamo partiti assieme dal punto zero, stanzetta con il mojón km 0, dove due volontarie davano info, mettevano i timbri alla credenziale e la vendevano a chi non l’aveva.

Chiacchiera, chiacchiera siamo giunti a Neda senza accorgercene. Passaggio in un bar per un caffè e il timbro. Volevo fermarmi a Neda, ma il simpatico barista mi ha dissuaso per Fene. Stessi km ma Neda era in direzione contraria: avrei fatto km oggi, per rifarlo domani. Un po’ di casino con il check-in online. L’avevo fatto correttamente, ma la tecnologia non aiuta. L’ho rifatto con il wifi dell’albergie ed è andata bene.

Pochi minuti prima mi ero separato da Filippo che andava a Pontedeume.

La cattedrale

Qualche foto, ma niente di che: una corvetta militare in porto a Ferrol, qualche monumento, la ria di Ferrol, il monastero di San Martino di Xubia.

Morale della favola, partito qualche minuto prima delle 8 sono arrivato a Fene alle ore 13.20. km pochi, ma va bene così anche perché riesco a fare finetappa meno frequentati.

Questa mattina avrò camminato più di un’ora tra una fermata e l’altra, tanto per non perdere l’allenamento.

Pomeriggio di riposo e lavora y secadota.

Ciao

San Martino de Xivia

Camino del Mar – Settima tappa

TAPPA 7 — PONTE MERA → CEDEIRA
Data02/09
PercorsoPonte Mera → San Andrés de Teixido → Cedeira
Distanza28 km
Dislivello ++650 m
Dislivello −−680 m
AlloggioHostal La casa della abuela – Naron

Ieri sera c’è stata all’ostello l’invasione degli inglesi: erano in sei, tutti i ciclisti, pieni di esigenze e c’era anche un francese. Solo lui è rimasto a letto, stanco mentre gli altri sono andati a mangiare fuori e, al rientro, hanno fatto un po’ di caps, almeno fino alla mezzanotte. Tutto sopportabile, quando si va per ostelli. 

Ho salutato la padrona di casa, pagando il giorno aggiuntivo che mi sono preso per recuperare il telefonino. 

Segnavia del Camino de San Andrés de Teixido. Da notare il pesce stilizzato

Ore 8, puntuale il treno verso Ferrol mi ha portato a Ponte Mera da dove sono partito per la salita della Sierra dela Capelada. Partito bene, anche se parecchie rampe erano lunghe e anche molto ripide e, per un over 100, tu faticose, per di più con lo zaino pieno e non più con lo zainetto che la base fissa per 6 tappe mi consentiva.

Un paio di frecce gialle del Camino del Mar e nulla più. Ho seguito le indicazioni del Camino di San Andrés de Teixido (mojones alti e visibili).

Tanti boschi di eucalipti con lavori di disboscamento in atto. 

Su, su e su, 8/9 km. Sudatissimo anche perché quando è salito il sole la temperatura è schizzata in alto o, perlomeno, l’umidità.

Alla partenza c’erano 15 gradi

Le due chiesette del Socorro. Sopra il Nievo, sotto: il Vello

Però ho retto bene e sono arrivato al Mirador de Teixidelo, dove una targa ricorda l’abbattimento del 1° giugno 1943, dell’aereo di linea civile su cui viaggiava (il volo BOAC 777 da Lisbona a Bristol), intercettato e abbattuto sopra il Golfo di Biscaglia da uno squadrone di caccia tedeschi. 

Tra le vittime, l’attore protagonista di Via col vento (nel ruolo di Ashley Wilkes) Leslie Howard.

Discesa lunga verso San Andrés. Toh, suonano le campane. È mezzogiorno e mezzo quasi: il solito orario delle messe qui in Spagna. Entro, scavalcando due cani devotissimi che circoleranno in chiesa durante la celebrazione. 

Dovevo venire qui perché ritengo magico e magnetico questo luogo e mi sono portato al seguito tutti i morti di Seren, ai quali normalmente non si pensa tanto. Qualche spagnolo paga perfino il biglietto del morto che vuole accompagnare a Sant’Andrea9. Finita la messa sono entrato in sagrestia e mi sono fatto mettere il timbro sulla credenziale. Il parroco poi continuava a benedire questo o quell’oggetto, questa o quella candela che vari Fedeli gli presentavano. In chiesa c’era una serie di braccia, gambe, orecchie, mani in cera come ex voto, ma anche come richiesta di aiuto in qualche malattia. 

Uscito di chiesa ho guardato un po’ le bancarelle che sono parecchie in quel paesino sperduto e poi mi sono fermato a mangiare una tortilla  insalata di pomodori. 

Poi era già ora di rientrare.

Altra salita lunghissima verso i roccioni sommitali e poi è iniziata finalmente la discesa verso Cedeira. Agli ultimi due, tre chilometri mi sono fatto tentare da un bus e sono andato direttamente a Naron, una decina di chilometri  verso Ferrol. Avevo prenotato proprio qui una pensioncina dove il prezzo era notevolmente abbordabile mentre nella cittadina di arrivo di oggi i prezzi per una notte erano sui 90/100 euro e più. 

Contento della scelta. Doccia e riposo. Domani mattina presto bus per cedeira e ultima tappa del Camino del Mar verso Neda, già sul Camino Inglés. Se per caso l’albergue di Neda fosse pieno, quando arrivo, mi rivolgerò di nuovo qui a La. Casa de l’Abuela di Naron. 

Ah… piacevole telefonata da parte di Adolfo Malacarne che è a Santiago dopo aver finito un altro dei suoi pellegrinaggi. Domani rientra in Italia.

Ciao a tutti

I Sanandreisinos, simboli ii augurio di pasta di pane colorata. Ogni sie ha otto simboli: auguri per viaggi, lavoro, salute, denaro, ecc. Sono fragili. Non li potevo prendere.

Camino del Mar/Ruta natural del Cantabrico – Sesta tappa in

TAPPA 6 — O BARQUEIRO → PONTE MERA
Data31/08
PercorsoO Barqueiro → Ponte Mera
Distanza27 km
Dislivello ++480 m
Dislivello −−450 m
AlloggioAlbergue OliVita — Viveiro

Scusate tutti per interruzione delle comunicazioni ma ieri mi è capitato qualcosa di particolare. Mi sono inventato anche questa: nel rientro con il treno mi è uscito di tasca il telefonino: praticamente perso. Sceso a Viveiro, mi sono accorto della mancanza. Un po’ d’ansia ma ho cercato di respirare a fondo e di non pensarci più di tanto, anche se per me in questo momento da pellegrino è fondamentale avere il cellulare, sia per le tracce del GPS, sia per i soldi e per tante altre operazioni, non ultima quella di sapere l’ora. Sono stato alla polizia e la risposta di aiuto è stata quella di dirmi: “Compratene un altro. Non siamo in grado di localizzarlo”.

La ria de Barqueiro

La tappa di ieri è stata una tappa di trasferimento, non particolarmente bella: tanto asfalto e lunga. Ma si fa anche questo. 

È incredibile vedere le rias (estuari) con la marea diventare da palude a bel mare limpido. 

Prendo il treno alle 8 precise a Viveiro, alle 8:40 sono a O Barqueiro e comincio a camminare: subito un bel po’ di salita e poi la strada si spiana. 

Fermata spuntino alle 10:30 in un paesino chiamato Viso: un bel bocadillo con pomodori e prosciutto crudo, una bottiglia da litro di acqua minerale. 

Finito il lauto pasto, mi rimetto in cammino e, alla ricerca di qualche timbro sulla credenziale, mi fermo un paio di volte al bar. A Ortigueira, dove mi fermo per una birra, trovo anche, all’uscita dalla cittadina, un bellissimo e monumentale eucalipto. 

La chiesa e il Cruceiro di San Fiz

Il mare e il cielo si confondono nella foschia

Ortigueira

150 e non li dimostra

Fa parte dei primissimi piantati in Galizia 150 anni fa e si trova proprio nella prima area sperimentale dove le piantine procurate da un missionario in Australia erano state messe a dimora. 

Nella zona di Viveiro, a Chavin, esistono tanti alberi di quell’epoca e uno viene denominato O Avó, il nonno; misura 67 m di altezza e oltre 11 metri di circonferenza. Ora la zona non è visitabile per lavori di manutenzione e potatura. 

Qualche volta, vedendo i pali ritti e senza ramificazioni consistenti, mi pongo il problema se potrebbero essere una soluzione a tante cose. Qui questo tipo di albero viene utilizzato sia per l’industria del mobile che per passerelle in legno, recinti, ma anche da costruzioni circola essendo un legno duro e compatto.

Interessante è l’ultimo tratto verso Ponte Mera, a fianco del binario della ferrovia, in una stradina ombreggiata e rilassante. Attesa del treno senza scarpe e senza calzini: si respira. Praticamente la tappa l’ho finita alle ore 15:40. Un bel po’ di ore per strada, con qualche fermata ma non troppo lunga. E poi la sorpresa del telefonino assente… bella storia!

Ciao

La stazioncina diPonte Mera

Camino del Mar/Ruta natural del Cantabrico – Quinta tappa

TAPPA 5 — VIVEIRO → O BARQUEIRO
Data30/08
PercorsoViveiro → O Barqueiro
Distanza23 km
Dislivello ++420 m
Dislivello −−410 m
AlloggioAlbergue OliVita – Viveiro

Niente di avventuroso oggi per questa tappa Viveiro – O Barqueiro. Ho scelto di tenermi leggermente distaccato dal mare per non fare tutti i saliscendi previsti, in compenso mi sono trovato una bella salitona di 5 km che mi portava a O Chao. Ciao, ciao che potesse essere un paesino; non era altro che un crocevia di cinque strade, in alto, molto in alto sul livello del mare. Per gli standard zona naturalmente.

Niente di avventuroso oggi per questa tappa Viveiro – O Barqueiro. Ho scelto di tenermi leggermente distaccato dal mare per non fare tutti i saliscendi previsti, in compenso mi sono trovato una bella salitona di 5 km che mi portava a O Chao. Ciao, ciao che potesse essere un paesino; non era altro che un crocevia di cinque strade, in alto, molto in alto sul livello del mare. Per gli standard zona naturalmente.

Un po’ avanti nel percorso una serie di lunghe batterie di pale eoliche giravano tagliando l’aria rumorosamente. Arrivato al crocevia delle cinque strade, ho scelto quella giusta; e non più in salita ma sul piano o in discesa ho continuato in mezzo agli eucalipti. Ogni tanto si vedeva il mare.

O Vicedo

Il panorama si è ampliato soltanto dopo essere giunto a O Vicedo e alla cittadina seguente di O Barqueiro. Ho raggiunto il bar del Porto di O Barqueiro, punto finale di tappa, a mezzogiorno meno 10 minuti.  Al bar mi sono bevuto una birra e, chiesto il timbro sulla credenziale, la barista mi ha fatto un disegno con l’intestazione del bar e la data. Qualche minuto dopo ero alla stazioncina del treno per rientrare a Viveiro. Malauguratamente, non proprio concentrato, sono sceso alla stazione di Viveiro centro e mi sono dovuto fare altri 20 minuti a piedi. Sono entrato nella chiesa vicino alla mia base e stavano celebrando la messa. Mi sono fermato fino alla fine. Dopo sono andato a mangiare ancora qualcosa. Ora, dopo la doccia, sono a letto a riposare. Domani tappa lunga.

O Vicedo

O Barqueiro