Vamos a Santiago

Camino del Mar/Ruta natural del Cantabrico – Quinta tappa

TAPPA 5 — VIVEIRO → O BARQUEIRO
Data30/08
PercorsoViveiro → O Barqueiro
Distanza23 km
Dislivello ++420 m
Dislivello −−410 m
AlloggioAlbergue OliVita – Viveiro

Niente di avventuroso oggi per questa tappa Viveiro – O Barqueiro. Ho scelto di tenermi leggermente distaccato dal mare per non fare tutti i saliscendi previsti, in compenso mi sono trovato una bella salitona di 5 km che mi portava a O Chao. Ciao, ciao che potesse essere un paesino; non era altro che un crocevia di cinque strade, in alto, molto in alto sul livello del mare. Per gli standard zona naturalmente.

Niente di avventuroso oggi per questa tappa Viveiro – O Barqueiro. Ho scelto di tenermi leggermente distaccato dal mare per non fare tutti i saliscendi previsti, in compenso mi sono trovato una bella salitona di 5 km che mi portava a O Chao. Ciao, ciao che potesse essere un paesino; non era altro che un crocevia di cinque strade, in alto, molto in alto sul livello del mare. Per gli standard zona naturalmente.

Un po’ avanti nel percorso una serie di lunghe batterie di pale eoliche giravano tagliando l’aria rumorosamente. Arrivato al crocevia delle cinque strade, ho scelto quella giusta; e non più in salita ma sul piano o in discesa ho continuato in mezzo agli eucalipti. Ogni tanto si vedeva il mare.

O Vicedo

Il panorama si è ampliato soltanto dopo essere giunto a O Vicedo e alla cittadina seguente di O Barqueiro. Ho raggiunto il bar del Porto di O Barqueiro, punto finale di tappa, a mezzogiorno meno 10 minuti.  Al bar mi sono bevuto una birra e, chiesto il timbro sulla credenziale, la barista mi ha fatto un disegno con l’intestazione del bar e la data. Qualche minuto dopo ero alla stazioncina del treno per rientrare a Viveiro. Malauguratamente, non proprio concentrato, sono sceso alla stazione di Viveiro centro e mi sono dovuto fare altri 20 minuti a piedi. Sono entrato nella chiesa vicino alla mia base e stavano celebrando la messa. Mi sono fermato fino alla fine. Dopo sono andato a mangiare ancora qualcosa. Ora, dopo la doccia, sono a letto a riposare. Domani tappa lunga.

O Vicedo

O Barqueiro

Camino del Mar – Quarta tappa

TAPPA 4 — SAN CIBRAO → VIVEIRO
Data29/08
PercorsoSan Cibrao → Viveiro
Distanza26 km
Dislivello ++350 m
Dislivello −−360 m
AlloggioAlbergue OliVita— Viveiro

Chilometraggio e dislivelli si riferiscono alla tappa che avrei dovuto fare. Niente da dire: l’ho fatta più difficile. I chilometri saranno quasi 30 e il dislivello positivo più del doppio.

Giornata particolare oggi perché l’organizzazione trasporti prevedeva qualche difficoltà proprio di sabato, infatti la prima corriera utile era alle 8:49 con partenza a piedi verso le 9:10 Ninetta 9:15. Questo è stato e così mi sono ritrovato con un po’ di sole sul mezzogiorno le temperature si sono alzate sui 27 e 28 gradi e bisognava bere punto acqua comunque ne avevo a seguito e sono arrivato alla fine abbastanza comodamente. Acqua calda ma non importa fa parte della vita del pellegrino.


Già qualche difficoltà all’inizio nel trovare il bandolo giusto punto il GPS non funzionava e ho fatto una scelta per non perdere tempo che mi ha fatto saltare prima o poi ponte che qui chiamano Ponte Romano. Romanico si ma Romano proprio per niente. 1 km più avanti grazie al cammino della Ruta naturali del Cantabrico mi sono rimesso subito in asse con il cammino del mare che ho seguito senza problemi fino ad un certo punto.

Per evitare la solita tiritera di qualche segnale si e molti no con difficoltà poi nel riprendere la giusta direzione, mi sono affidato alla lunghissima tappa del cammino Cantabrico. Sarebbero stati 32 km di bellezza unica ma con un sali scendi veramente impegnativo: lunghissime salite con altrettanto lunghe e ripide discese. Tutto in modo continuo. La mia preparazione non mi consentiva assolutamente di portare a termine quella lunghezza così impegnativa ed ho scelto di fare un’alternativa un po’ più corta anche se con vita di buone salite per fortuna nel bosco di eucalipti.

Bello vedere le linee di marea schiumose e bianche infrangersi sulla scogliera cantabrica. Sono stato fortunato nella scelta Ruta cantabrica perché sinceramente penso che non si possano vedere luoghi simili in tante parti del mondo. Non monumenti, ma natura selvaggia e magnifica. 

Vi affido alle foto.

Impegnativa anche dal punto di vista della realizzazione la tappa. Partito alle 9:15, dopo aver fatto una breve sosta a pranzo e acquisti nel supermercato qui sotto sono rientrato alla base alle 17:48. Stanco ma contento, ho bevuto un po’ di bibita come integratore e “sbecotà” un po’ d’uva. 

Anche domani la tappa non sarà male ma più corta. Lascio la lunghezza di tappa ufficiale, ma sicuramente oggi ho rasentato i 30 km.

Camino del Mar del Mar – Terza tappa

TAPPA 3 — FAZOURO → SAN CIBRAO
Data28/08
PercorsoFazouro → San Cibrao
Distanza22 km
Dislivello ++220 m
Dislivello −−210 m
AlloggioAlbergue OliVita — Viveiro

Mi sono alzato leggermente più tardi di ieri, alle 5:50; mi sono preparato e ho raggiunto di corsa… si fa per dire… la piazza principale, deviando a destra per la stazione dei bus. Ero pronto già lì alle 6 e 25. Alle 6:30 hanno aperto le porte e anche il bar. Ho fatto colazione: caffè e brioche, poi sono andato a imbarcarmi nel mio bus che era perfettamente in orario. Devo dire che l’autista del bus è veramente bravo: testato due giorni… perfetto

Il fatto che arrivi sempre alcuni  dipende da me che sono apprensivo sugli orari.

Sbarcato a Fazouro, prima di tutto mi sono diretto nel luogo di partenza che già conoscevo da ieri, seguendo il tracciato del Camino de la Ruta natural del Cantabrico. Temperatura non ideale perché fresca con folate di vento che ti spostano. Per fortuna ho uno zaino piccolo. A tratti comincia a piovigginare e devo mettere la protezione allo zaino, mentre aspetto un po’ per coprirmi, per vedere se cessava, ma a lungo andare ci si bagna e mi son messo anch’io il guscio. Mezz’ora dopo l’ho dovuto togliere perché la pioggerellina era di molto calata e stavo sudando. 

Camminare lungo il mare è interessante: ci sono tante belle anse e piccole insenature rocciose. Le spiagge di sabbia bianca vengono pubblicizzate e sono luogo frequentato dagli Spagnoli e da camperisti di tante nazionalità. Queste spiaggette non sono numerosissime ma belle; alcune hanno dei ciottolini colorati provenienti da discariche industriali del 1800. I pezzettini di vetro o ceramica, sballottati dalle onde  son diventati minuscole biglie.  Calette di questo tipo si trovano in posti precisi. Mi ero informato per avrte qualche foto, ma non ne ho beccata nemmeno una. 

La chiesa di Nois

A tratti si va a camminare lungo la statale sempre sulla zona di rispetto per i pedoni, ma con il rumore costante ci si rende conto quanto sia meglio lo sciacquino delle onde del mare. 

Qualche deviazione mi riporta vicino al Mar Cantabrico e mi metto spesso  a fotografare i luoghi .

Seconda colazione/pranzo a Cangas de Foz: bocadillo con jamon y queso (crudo e formaggio) + tè caldo. Qualcuno riderà perché manca soltanto la maionese

Appena dopo le prime grosse abitazioni di Burela seguo la variante alta nelle vicinanze di Sargadelos e trovo anche un paio di indicazioni del Camino del Mar. Qualche freccia gialla e un tabellino del camino di Santiago mi portano in alto nel bosco, per poi farmi scendere verso Sargadelos, piccolo paese con una grossa fabbrica che produce ceramiche, famose nel mondo, colorate con il blu cobalto, denominato appunto Azul Sargadelos. 

Una birretta con pincho (cicchetto), più il timbro alla credenziale mi rendono contento e mi accompagnano nella discesa tutta vicina alla strada statale.

Davanti alla fabbrica fotografo il conte di Sargadelos che sta ammirando le sue terre e la sua creazione: a fine ‘700 da geniale illuminato costruì la prima fabbrica di vetri e ceramiche, dando lavoro a tutti i paesani. Venne ucciso in una manifestazione “sindacale” ante litteram.

Burela dall’alto, dalla strada per Sargadelos

Verso Sargadelos

Davanti alla fabbrica di ceramiche famose

Il povero Conte di Sargadelos

Sul finire della tappa, mi si cambia misteriosamente come al solito la luminosità dello schermo del cellulare e non riesco a vedere bene il tracciato del GPS. Un po’ di apprensione, però sapendo comunque di avere il mare sempre verso destra, riesce a portarmi fino al segnale stradale che indica chiaramente San Cibrao (San Cipriano). 

Entro Nella cittadina di fine tappa alle 13:45 circa. Mancano due ore esatte al trasferimento in treno a Viveiro e colgo l’occasione per andare fino al faro di Punta Atalaia. Tra andata e ritorno saranno 3 km. Esattamente un’ora con fotografie, una bibita e un altro inizio di pioggerellina. Ritornato dalla passeggiata aggiuntiva, prendo possesso della panchina della stazione del treno, levo le scarpe e faccio respirare i piedi che si stanno comportando abbastanza bene. La temperatura alle 14:30, all’orologio della farmacia, dava 22 gradi. Bene così. 

Al rientro solita routine. Questa sera devo raccogliere la biancheria stesa.

San Cibrao

Il farò di Punta Atalaia

Le balene di Punta Atalaia

Camino del Mar – Seconda tappa

TAPPA 2 — BARREIROS → FAZOURO
Data27/08
PercorsoBarreiros → Fazouro (Foz)
Distanza 21km
Dislivello ++320 m
Dislivello −−320 m
AlloggioAlbergue OliVita — Viveiro / Foz

Parto con la nuova modalità tappa. Mi sveglio alle 5:30 e pian pianino mi alzo. Ho scelto un orario prestino, anche se ho la corriera alle 6:49. Non volevo andare in panico perché non sapevo ancora dove era la stazione dei bus eccetera. Quindicina mi sono mosso prima del dovuto e sono andato nella parte bassa della città, trovando quasi subito la stazione. Non era ancora aperta… buio pesto… Siamo entrati, tutti quelli che eravamo in attesa, alle 6:45. C’erano già un paio di autobus accesi ma non erano il mio. Ho dovuto aspettare fino alle otto e due, tre minuti e poi siamo partiti. in un’ora e venti sono arrivato a San Cosma de Barreiros dove mi agganciavo con la tappa precedente.

San Cosme de Barreiros

Partenza alle ore 8:15 con passeggiata a bordo strada statale. Marciapiede largo o corsia preferenziale per pedoni. Mi sono bevuto un caffè e mangiato una brioche ad un bar vicino alla prima rotonda; mi sono fatto fare il timbro e ho continuato.

Dal ponte si va in salita

Segnalazioni non ottimali, il GPS fa la sua parte. Più in alto, verso San Martino di Mondonedo si vedeva la mano di qualche volontario che si era dato da fare nel fare le frecce, specialmente nei punti cruciali. Buon lavoro, anche se più avanti le tracce si perdono e solo le tabelle colore granata della Ruota natural del Cantabrico salva tutti. 

Salita alla basilica più San Martino, la più vecchia chiesa spagnola, un tesoro di architettura, spersa un po’ nel nulla, con un minuscolo paese di poche case attorno. E pensare che è stata la cattedrale di più vescovi e che anche oggi mantiene il suo titolo poco legato alla realtà. Ancora una lunga salita per arrivare in cima alla montagna/collina per poi scendere ancora verso il mare, verso Foz e cammini lungo la costa. 

La basilica di San Martin de Mondonedo

Mi sono stufato di perdere la traccia GPS e i segnali del camino del Mar e mi sono stufato tuffato per così dire nel Camino del Cantabrico che ha una prerogativa… quella di stare sempre vicino alla costa, per cui lo si trova senza problemi ed inoltre è perfettamente tabellato. Arrivo a fazouro alle 13:30 circa però cerco un bar che non esiste, anche per un timbro finale, per vedere dove è la piattaforma della stazione per il treno e visita ad una zona archeologica di un castro – si dice qua, abbandonando un po’ il significato dato dai romani – villaggio celtico, situato in un interessante promontorio, qui vicino alla meta di oggi.

Si notano le fondazioni e qualche relitto di muratura a pietra: piccole lastre di pietra deposte una sull’altra. Tabelloni con spiegazioni varie. Ritorno alla stazione, mi levo le scarpe e i calzini e sto in attesa del trenino. Quando arrivo a Viveiro vado a mangiarmi qualcosa perché le mie scorte erano buone ma non sono state sufficienti. 

Vari piovaschi: più volte ho dovuto indossare il guscio e coprire lo zaino con la copertura bella gialla. Anche vento fresco.

I chilometri fatti sono sicuramente più di quelli che segnalo. Almeno 2 o 3 in più.

Arrivato a Viveiro alla base alle ore 16.05, mi sono precipitato subito al bar, ma stavano chiudendo.

Alla Panaderia invece avevano una buona empanada de chorizo. Gustosa. 

Doccia e descanso + il blog.

Ciao 

Camino del Mar – Prima tappa

TAPPA 1 — RIBADEO → BARREIROS
Data 26/08
Percorso Ribadeo → Barreiros
Distanza 21 km
Dislivello + +250 m
Dislivello − −240 m
Alloggio Albergue de Peregrinos / Albergue OliVita — Viveiro

Mi sveglio prestino, per qualche russatore e qualche rumore. Alle cinque e trenta suona la sveglia per l’inglese sopra di me e dopo qualche minuto mi muovo anch’io. Faccio colazione, aiutato anche dal simpatico inglese che mi ha offerto subito un caffè. Lascio l’albergo El Olivo alle 6:40 e trovo abbastanza agevolmente la via per uscire dalla cittadina di Ribadeo. A dire il vero, non ci fosse il GPS, ci si perderebbe perché le segnalazioni sono pochissime e la prima freccia che ho visto era sbiadita e addirittura completamente illeggibile. Più avanti una freccia con le lettere C M, Camino del Mar.

Seguo la strada principale su marciapiedi larghi o tratti di ciclabile, comunque sempre asfalto. Ci vuole un po’ e qualche rotonda per giungere al mare che poi si seguirà a breve distanza o addirittura a contatto. Vado avanti senza problemi con la sicurezza del GPS e però con un po’ di timore di finire in fretta la batteria. Tra le cose che dovevo portare ho dimenticato proprio la power bank. Tanto asfalto poche indicazioni, ma poi è servito moltissimo il tracciato della Ruta natural del Cantabrico, che praticamente ospita per un buon tratto il percorso del Camino del Mare. Raggiungo Rinlo, piccolo paese con un simpatico porticciolo. Cerco il bar per un caffè e per il timbro sulla credenziale. Una signora mi ha detto che era sicuramente troppo presto. Infatti giunto al bar ristorante, vedendo che un signore è una signora stavano lavando tavolini all’esterno, ho chiesto per il caffè e per un sello. Il signore, da buon nipote di nonno napoletano, mi ha risposto gentilmente, dicendomi di attendere 5 minuti per l’apertura.

Puntualissimo con il mio caffè, mentre la signora mi metteva il timbro per giustificare il mio passaggio di là. Avanti, avanti, avanti per arrivare alla Playa de las Catedrales, a circa 14 km da Ribadeo. Prima di arrivarci, alla ricerca di un altro sello , ho individuato una abitazione con bandiera spagnola a partire nel vento umido e sedie all’esterno di una porta. Entro nel recinto di casa e, udite udite, mi rendo conto che non era un bar. Mi esce incontro una signora con il sorriso, comprendendo il mio disagio per l’errore. Mi chiede se volessi un bicchiere d’acqua. Un po’ impacciato ho risposto di sì. Arriva il bicchiere che bevo quasi in un fiato. “Vuole anche una tazza di caffè? Caffè con latte?” Ancora imbarazzatissimo, rispondo che sì, un po’ di caffè lo accettavo più che volentieri. Ma non è finita qui. Mi è arrivata al tavolino dove ero seduto anche una fetta di pane tostato condito con olio d’oliva e con su un bel po’ di prosciutto crudo. Veramente una goduria. La signora Conchita, questo il nome della signora, e la figlia mi hanno fatto sentire a mio agio e non finivo più, giustamente, di ringraziare. Una foto scattata da una signora vicina di casa e un abbraccio alla signora Conchita e alla figlia hanno suggellato questo momento di cuore e di simpatia. Ho l’indirizzo della signora e conto di spedirle per lo meno una cartolina e gli auguri di Natale. Magari dopo aver abbracciato la statua del Santo, se in questo momento si può, mi farò vivo. È facile per me citare il Vangelo di Matteo: 

«Avevo fame e mi avete dato da mangiare,

avevo sete e mi avete dato da bere,

ero straniero e mi avete accolto…».

Allora i giusti gli risponderanno:

«Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare,

o assetato e ti abbiamo dato da bere?

Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto?»

E il re risponderà loro:

«In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

Ok. Poi avanti a dritta, visita alla spiaggia delle cattedrali. Tanta gente. Io avevo prenotato la visita già un mese fa. La pioggerellina fastidiosa che mi ha accompagnato a tratti tutta la giornata mi ha costretto a mettere il copri zaino e per lunghi.periodi il guscio. Ax ogni modo per stradine asfaltate che puntavano verso l’interno ho raggiunto San Cosme de Barreiros e dopo l’apeadero (la piattaforma) che ha la funzione di stazione del treno. Un’ora e poco più di attesa ed ho preso il treno per Viveiro dove farò base per 6 giorni. A Viveiro la batteria del telefono era esaurita e ho dovuto chiedere informazioni per giungerci e ad una passante ho chiesto addirittura di fare la telefonata alla proprietaria dell’ostello. Per poter avere le info via whatsapp ho chiesto in un bar (chiuso) di caricare il cellulare. Birra e tutto a posto. Ho acquistato per 18 euro una Power bank. Ora sono attrezzato.

Bello il mio Albergue. Gestori gentili. Ciao a tutti

Domani dividerò le foto nel testo, farò un po’ meglio di oggi. Saludos

Camino del Mar + Camino Inglés

Rieccomi qua. Questa volta cammino lungo la Costa del Mar Cantabrico sul Camino del Mar. Dovrebbero essere 8 giorni fino a Neda dove mi immetterò sul Camino Inglés per reggiungere Santiago in5 tappe. Vediamo.

Camino atipico il mio perché per 6 giorni, meglio notti, avrò per base un ostello privato di Viveiro: l’OliVita. Funzionerà così: io faccio la mia tappa di Cammino sulle tracce anche di Bartolomeo Fontana, insegnante veneziano del 1500. Il suo diario è spesso citato nelle storie di vari Cammini verso Santiago. A piedi quindi. Finita la tappa vado alla ricerca dell’ apeadero, la piattaforma lungo i binari che funge da stazione. Prendo il trenino quando passa, agitando il braccio per farmi vedere.  Biglietto in treno e via verso casa. Il mattino dopo: tragitto inverso con treno o bus e si comincia la tappa successiva Vantaggi?Beh sì, risparmio complessivo e… zaino ridotto, anzi … zainetto visto che ne ho portato uno.

Per vedere se funziona bene dovete seguirmi.

Missione particolare poi è quella di passare per San Andrés de Teixido, il santuario dove, se non ci vai da vivo ci vai da morto. Ma vi racconterò strada facendo.

Arrivato! Si piange

🗓️ Venerdì 3 Ottobre 2025 – Tappa 32 – La Storta → Basilica di San Pietro (Roma)

  • Distanza: 20 km
  • Dislivello positivo: +250 m; negativo: –280 m
  • Tempo impiegato: 6h

Accoglienza: Da mia sorella a Civitavecchia. Donativo? No. Gratis


    Una piccola relazione della tappa di oggi la posso anche fare, mentre sto attendendo le mie sorelle e mio fratello qua in Piazza San Pietro.  

    Sono contento di fare il rientro con loro. 

    Questa mattina mi sono alzato presto, alle 4:45; mi sono preparato lo zaino al top e sono partito senza problemi, seguendo la trafficatissima via Cassia, strada statale numero 2. Certe volte, a bordo strada, la situazione sembrava abbastanza pericolosa, però esistono pure lunghi tratti di marciapiede. 

    Mi fermo ad un caffè per un toast, poi vado avanti. In alcuni punti del percorso si trovano sbarramenti per cantiere e le porte sono chiuse, per cui bisogna deviare sempre. Segnalato comunque il percorso alternativo. Nel fondovalle si incontra molto fango e le scarpe, che già facevano acqua, sono ridotte veramente allo stremo, sia per tenuta, sia per pulizia. Quando arriverò in piazza San Pietro, le butterò nella spazzatura . 

    Pellegrini: io e Loïc il mio sherpa. Lui è arrivato ieri

    Arrivo a San Pietro esattamente alle ore 11… facciamo forse due tre minuti oltre… e vado alla ricerca del luogo dove ci sono i volontari che ci incanalano, noi camminatori, verso la Porta Santa e verso l’ufficio che consegna il Testimonium, la Compostela di Roma. Qualche difficoltà ad andare all’ufficio per il Testimonium, dove ricevo i complimenti dall’impiegata volontaria addetta all’emissione del diploma.

    Scarpe, amate scarpe

    Si farà dare il cellulare per farmi la foto con in mano il Testimonium. Complimenti anche da parte di una coppia di pellegrini francesi che hanno ascoltato ripetere il mio percorso. La signora piange emozionata con me.

    L’addetta ai Testimonium (il plurale sarebbe testimonia. Ma lasciamo perdere) ha preferito farmi la foto da calmo e infatti qualche minuto dopo me l’ha scattata. 

    Con priorità quasi assoluta sono entrato dalla Porta Santa e mi hanno lasciato entrare persino con il mio grande zaino con dentro tutta la mia famiglia, tutto il paese, tutti quelli che conosco e che ho conosciuto… vivi e morti. Verso mezzogiorno e mezzo è passato a salutarmi Loïc, l’amico belga, portatore di zaini. Grosso abbraccio da compagni di cammino. L’ho accompagnato alla stazione di San Pietro per prendere il treno in direzione dell’aeroporto dove nel pomeriggio prenderà l’aereo per Bruxelles. Il treno su cui doveva salire è stato sospeso per lo sciopero, ma per fortuna c’era un bus che lo porterà direttamente a Fiumicino. 

    Ho mangiato una pastasciutta alle verdure in un bar con gastronomia non molto lontano da piazza San Pietro. Poi sono ritornato a osservare il continuo flusso di persone che si dirigono verso la Porta Santa. Sembra impossibile che anche nei giorni feriali ci sia tanto movimento. Saluti a tutti; ci vediamo a Seren.

    Guardate il rito di addio alle scarpe.

    Con sorelle e fratello venuti a “raccoglieremi”

Vigilia

🗓️ Giovedì 2 Ottobre 2025 – Tappa 31 – Campagnano → La Storta

  • Distanza: 24 km
  • Dislivello positivo: +380 m; negativo: –400 m
  • Tempo impiegato: 7h15

Accoglienza: Suore Casa Nostra Signora del Sacro Cuore


    Campagnano

    Tappa di trasferimento con non particolari attrazioni, se non fosse per la cittadina di Formello e le cascate di Monte Gelato bene inquadrate nel parco vicino al torrente. Si cammina bene anche in velocità senza grossi problemi; qualche corta salita. Anche le segnalazioni sono adeguate, pur con tabellazioni di 10-15 tipi diversi che creano qualche perplessità. Fermata colazione a Formello.

    Formello

    Oggi si viaggia con un gruppetto di francesi, anche loro euforici per la fine del cammino. Michelle, che è in giro per l’Europa dal 26 luglio, corona il suo viaggio da Vichy a Roma. Non so quanti chilometri possa aver fatto.

    L’ultima parte della “passeggiata” devo farla camminando a bordo della Cassia, molto trafficata; massima attenzione. Prima di entrare nell’accoglienza delle suore a La Storta, mi sono mangiato in un bar un risotto. Supercomodo, in una cameretta tutta per me. Domani mattina sveglia presto. I chilometri dovrebbero essere meno di venti, quindi vediamo a che ora posso arrivare. Saluti a tutti e, se domani non mi faccio vivo, è per tutta una serie di impegni. Farò relazione nei giorni prossimi. Rientro a casa con fratello e sorelle.

Manca poco. Speron ben!

Per oggi niente foto. No wifi

🗓️ Mercoledì 1 Ottobre 2025 – Tappa 30 – Sutri → Campagnano di Roma

  • Distanza: 27 km
  • Dislivello positivo: +500 m; negativo: –520 m
  • Tempo impiegato: 8h30

Accoglienza:

  • Ostello Parrocchiale – Donativo

Partenza ritardata, aspettando il trasporto del padrone di casa, previsto alle 7.30. Quindi in strada (sentiero) alle ore 7.45.

Arena di Sutri

Salita nel bosco: un po’ il fiatone. Via la felpa. Giornata di paesaggi e di splendide ville di agriturismi. Camminata tra noccioleti e sotto tunnel di querce. Lunghi rettilinei (o quasi).

Lunghi tratti di strada romana perfettamente conservata perfino con i blocchi dei bordi in situ. Niente lavori archeologici. Sole caliente nei momenti senza ombra. Gradita telefonata di Alessandro (nipote).

Per il resto tutto ok, a parte un fastidioso disturbo gastrico. Arrivo a Campagnano alle ore 14.20. Alloggio all’ostello parrocchiale di don Davide che abbiamo aiutato a trasportare letti e materassi perché è in attesa di 50 pellegrini di Andalo, Trento. Vado a procurarmi qualcosa da mangiare per domani. Ciao.

Bella tappa

Martedì 30 Settembre 2025 – Tappa 29 – Pontarello di Vetralla → Sutri

  • Distanza: 27,3 km
  • Dislivello positivo: +420 m; negativo: –400 m
  • Tempo impiegato: 9h

Accoglienza:

  • B&b Rifugio del pellegrino– 25€

Ok. Bisogna ritornare sotto. Devo recuperare i 3 km persi sul percorso per mancanza di alloggi. Partenza ore 6.30, forse più tardi. Arrivo presto a Vetralla, ma non scatto nemmeno una foto, occupato per colazione, bancomat e in qualche maldestro giro per trovare finalmente il nascostissimo accesso al tratto di uscita dalla città… Pochi metri in più. 

Lanciato, entro nel bosco del parco, piacevolissimo andare su terreno argilloso, compatto ma non indurito. Oppure su erba rasata bassa. Poi, uscendone, inizia il gioco della luce nei noccioleti.

Le ondulazioni in salita e discesa sono appena percettibili.

La torre di Orlando

Bella la torre di Orlando, in verità un monumento funebre romano. Altri noccioleti… e olivi. Incontro Matteo con la moglie vietnamita. Si siedono con me che stavo mangiando una pizzetta e delle mandorle per poter prendere la pastiglia di antiinfiammatorio. Incontro Dino Ulissi, scalpitante 93enne che mi intervista sui motivi del mio Cammino. Cammino fino in paese con lui… adagio, adagio. Vuole camminare, come gli ha detto il medico. Ci fermiamo un attimo. Gli batto, chiedendo il permesso, una pacca sulla spalla. Lui dirà una preghiera per me, io una per lui. Grande Dino! Ma non è finita.

A Capranica entro esattamente alle ore 12 e zero zero. Si potrebbe mangiare. Mi infilo in una simpatica trattoria e mi permetto un piattone di tagliatelle all’amatriciana, servito dal bel vecchietto, padrone del vapore. Mi serve in francese e quando gli chiedono… due birbanti suoi concittadini… se conosce anche il francese, risponde: “Macché, no’ so manco l’italiano!”

Capranica

Via di nuovo. Mi dà all’occhio che una chiesetta è aperta, entro per un segno di croce, e trovo una combriccola di turisti ingles,i tutti con conoscenze di italiano. Allora… intervista: da dove, come, perché?. Alla fine una signora mi mette il timbro sulla credenziale per permettermi di tenere in equilibrio lo zaino. Finale? Mi chiede, una signora, se possono pregare per me. Mi commuovo e alla fine come in un girotondo la signora Lucy..  lei traduce Lucia… recita una preghiera di cui capisco le cose essenziali. Amen. Me ne vado coi lucciconi agli occhi, salutato da 12 mani. Ho promesso una preghiera.

Capranica

Poi negli ultimi 8 km, ho incontrato Francesco, italo-francese, emigrato in tenera età con i genitori. Ha parlato in continuazione della mamma, rimasta vedova con otto figli piccoli. Era sempre commosso.

Francesco, quasi in incognito

Anche per lui una preghiera che ricambierà volentieri. Ci siamo attardati in piazza a Sutri, bevendo qualcosa, seduti ad un tavolino sotto la lieve spruzzatina di pioggia – non pioggia.

Sutri

Prelevato a Sutri, sono in un b&b per pellegrini. Tutto ok. Anche il tramonto.

Domani mattina trasporto a Sutri alle 7.30. Parto tardi!